Le città invisibili

Forse tutto sta a sapere quali parole pronunciare, quali gesti compiere, e in quale ordine e ritmo, oppure basta lo sguardo la risposta il cenno di qualcuno, basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farlo, e perché il suo piacere diventi piacere altrui: in quel momento tutti gli spazi cambiano, le altezze, le distanze... Ma bisogna che tutto capiti come per caso, senza dargli troppa importanza, senza la pretesa di star compiendo una operazione decisiva...

sabato, 19 maggio 2007

WHERE HAVE ALL THE FLOWERS GONE

perchè mi piace essere criptico

riscrivo dopo mesi, e con questi due link (che sono legati tra loro da un unico passaggio logico)

numero 1:  www.youtube.com/watch

numero 2:  www.youtube.com/watch

vi vorrei parlare di:

1. festival di cannes
2. giovinezza
3. sentimenti
4. fiducia

e tante e tante e tante altre cose (colazioni a campo de' fiori comprese)

se ancora è rimasto qualcuno a leggere il blog, provate ad inserire nei commenti le vostre ipotetiche spiegazioni

Postato da: andrealopez a 21:26 | link | commenti (4) |
cinema, notizie dal mondo

venerdì, 16 marzo 2007

WHERE HAVE YOU BEEN LAST NIGHT

segni di vita. è un po' che non lascio più mie tracce

però prometto che tornerò, offrendovi in anteprima un po' di cose che ho in mente

(almeno una sceneggiatura e un libro che dovrebbe intitolarsi "la famiglia corleone e il management aziendale")

a ho anche aggiunto la mia mail, per chi voglia scrivermi..

Postato da: andrealopez a 21:25 | link | commenti (3) |

giovedì, 25 gennaio 2007

LA STORIA SIAMO NOI

ho appena scoperto di aver assistito all'ultimo concerto della storia dei Karate, un anno e mezzo fa. dispiace, ma almeno posso dire "Io c'ero"

ed ecco le prove (che fosse l'ultimo concerto, non della mia presenza...)

Postato da: andrealopez a 11:13 | link | commenti (4) |
notizie dal mondo

venerdì, 12 gennaio 2007

NAPOLEON SAYS

Enormi lavori in corso...

Postato da: andrealopez a 16:54 | link | commenti |

sabato, 25 novembre 2006

NOTHING ELSE MATTERS

avrei voluto intitolare il post "A perfect circle", in deroga alla regola che mi impone di intitolare tutti i post con nomi di canzoni. l'avrei fatto però perchè qui di un cerchio si tratta, di un cerchio che oggi si chiude; e pensavo che quando la figura la vedi tutta insieme, finalmente capisci anche il senso della curva.

accade che in 11 mesi e una settimana, riesci a capire che tutto l'universo delle possibili storie sono poi, stringi stringi, infinite declinazioni di pochi luoghi comuni - la maggior parte dei quali già sentite miliardi di volte, e scoperte ogni tanto nei racconti dei grandi narratori di cinema, teatro e letteratura.

ora, non è qui che si raccontano gli episodi, non è questa la sede per esporre i fatti. al più, qui si discorrerà del senso. e il senso è che il cerchio, a vederlo così, fresco fresco e appena dipinto, sembra perfetto e freddo.

ma mi pare di capire che la mia percezione è inquinata dal fatto che dal cerchio ne sono rimasto fuori. forse da dentro sembra rassicurante, meraviglioso o molto naturale

Postato da: andrealopez a 21:41 | link | commenti (2) |
grandi domande, de vita comoda

venerdì, 03 novembre 2006

WAR

io non sono di Napoli. ci ho vissuto per qualche anno, durante l'università, ma non sono nato lì

eppure ci sono molto legato, e non solo per aver abitato a via Vico per qualche anno. è una città con cui ho un rapporto viscerale, forse perchè mi somiglia molto in tanti pregi e in altrettanti difetti. e quindi mi fa male, molto, vederla così com'è ora

c'è ormai una vera letteratura sulla città nata dove la sirena muore. napoletanisti antichi e nuovi, storici e giornalisti, grandi vecchi e giovani anziani, e la cosa interessante è che nessuno ormai prova a trovare una soluzione, ma tutti si sforzano di capirla, questa splendida donna sfregiata dalla scabbia, ustionata dal sole, con le estremità in cancrena per la sua stessa capacità di sopportare tutto.

napoli è una città strana, in cui da sempre lo stato non c'è, in cui il passaggio dal dominio feudale dei principi e dei cardinali al razionalismo francese delle regole oggettive e, appunto, NORMAlizzanti non c'è mai stato. abituata da sempre a piegarsi, pur senza mai sottomettersi del tutto (senza mai cioè lasciare che tutto lo spettro della propria esistenza finisca sotto il cono d'ombra del potere di turno) al satrapo del momento. e per questo stesso motivo, abituata anche all'idea che la natura non ammette il vuoto, e laddove qualcuno ha lasciato uno spazio, lì ci puoi andare tu a piazzare un carrarmatino del tuo risiketto

napoli è una città strana, in cui la gente si capisce simile solo quando si riconosce tale. vale a dire, non lo pensa in prima di esperirlo che "io ho qualcosa in comune con te". e perciò è la città dei circoli, delle associazioni, delle fazioni, delle classi; è stata anche la città della massoneria, degli ordini monacali e delle sette. similia cum similibus. e gli altri fuori, ma tutti sullo stesso territorio, israeliani e palestinesi che si tollerano fin quando non si toccano.

tenete tutto questo sullo sfondo del quadro, e pensate che succede se lo Stato (o l'amministrazione pubblica in generale) non offre un esempio etico, nè una direzione di sviluppo sociale; la borghesia, unita dalle serate di bridge, lenta espande magmatica i suoi interessi, infiltrandosi in ogni anfratto, senza curarsi della direzione, nè tanto meno della destinazione - sono gli stessi che si lamentano che la metropolitana porta i ragazzi di chiaiano in centro il sabato sera; gli "intellettuali" dell'università presto abbandonano gli ideali studenteschi per preferire l'odore dei libri in una camera chiusa alla puzza del marcio che i loro studi dovrebbero aiutare a pulire; la plebe innocente delle periferie di pasolini, ormai più che cantare Voce 'e notte, spegne la televisione in casa e prova a ripeterla per strada.

e adesso diciamo che:
una classe dirigente infangata fino al petto in questa palude, un giorno, per giustificarsi di fronte alla stessa gente che lo vota solo in forza dei suoi tentacoli di clientelismo, decide una retata in un quartiere 
in questo quartiere vivono dei ragazzi prigionieri negli stessi rioni dove vivono, laddove sono imprigionati anche i sogni (che non riescono neppure a nascere, neppure ad essere immaginati) e sono, per quelle stesse sbarre, forzatamente indirizzati all'assunzione da micromanovali della camorra. quello stipendio permette loro di mangiare, di sopravvivere, è spesso l'unica possibilità di sussistenza - anche perchè spesso ti obbligano magari a conservare armi o droga nella tua camera

ecco, se in questa situazione, la madre di uno di questi ragazzi si ribella e lancia le pentole su chi "se n'è sempre fottuto", su chi "fino adesso dov'è stato?", ecco, in questa situazione, chi ha dato l'avvio alla giostra? dove va puntato il dito per trovare il colpevole?

non siamo ancora al collasso, non siamo ancora al limite, ma spero che presto ci si arriverà. perchè l'unica speranza è quella di trovarsi senza più la possibilità nemmeno di respirare, quando la capacità di sopportazione non ha più margine al gioco.

e fino ad allora, stremato, lucido e un po' codardo, penso che avesse ragione Eduardo: "fujitevenne guagliù" 

Postato da: andrealopez a 21:36 | link | commenti (1) |
notizie dal mondo

mercoledì, 01 novembre 2006

BISCUITS FOR BREAKFAST

ovvero: sono due giorni che sto a casa dei miei

senti gli odori, che ti ricordano il vicino passato e pensi, romantico: ma come cazzo ho fatto a stare qua per tutto quel tempo, prima?

passato questo scoramento, ti viene da pensare: ma non è che penso che i Gomez siano il gruppo più interessante del mondo solo perchè voglio affermare la mia individualità nei confronti della società di massa, sempre più omologante?

e ancora,a raffica, enormi questioni ti sopraffanno, del tipo: ma il consumo leggero di droghe pesanti, e il consumo pesante di droghe leggere, sono due aspetti di uno stesso disagio, o due espressioni inconciliabili di due mondi sociali sempre più distanti?

per fortuna però c'era "Prendi i soldi e scappa" in televisione, e domani me ne ritorno a casa...

Postato da: andrealopez a 21:03 | link | commenti |
de vita comoda

mercoledì, 25 ottobre 2006

SINCE I'VE BEEN LOVING YOU

e così accade che si sparisca e ci si ritrovi. diversi, più grandi, e sempre uguali

in mezzo tanta sostanza, finalmente, e poca muffa. come quegli attori che riescono bene in un solo ruolo, o che magari in altre parti riescono bene, e pure credibili, ma sono loro a sentirsi scomodi nel copione

volver
y sentir, que es un soplo la vida

Postato da: andrealopez a 19:15 | link | commenti |
grandi domande, breviario

lunedì, 09 ottobre 2006

PANIC

sarebbe bello che tutti i comuni d'italia si impegnassero a diffondere la cultura popolare per il pubblico. spesso infatti, si possono trarre importanti insegnamenti, non già dai versi di petrarca o dalle composizioni di wagner, quanto anche dai semplici detti popolari o dai versi delle canzoni di più o meno successo

in molti casi questi ultimi raccotano le esperienze del nostro tempo, e in qualche caso rappresentano addirittura le rivelazioni delle menti più sensibili. sarebbe stupido non farne tesoro, non credete?

per esempio, fosse per me, pubblicherei su affissioni 6x3 in punti strategici e di grandi visibilità, e soprattutto nelle città più grandi, grandi cartelloni con su scritto:

LA VERITA' E' CHE LA GENTE STA MALE

Postato da: andrealopez a 17:17 | link | commenti (6) |
breviario, laggente

sabato, 07 ottobre 2006

GOOD MORNING

ci sono giornate che, sebbene tardi, iniziano talmente bene che sarebbe meglio terminassero appena iniziate

Postato da: andrealopez a 18:03 | link | commenti |
de vita comoda, breviario

 

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